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La sostenibiltà per ACRA

ACRA lavora affinché nei propri interventi siano sempre tenute in considerazione le componenti fondamentali della sostenibilità:

  • Sostenibilità economica: intesa come capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione. Ma anche, nella realizzazione dei progetti, intesa come valutazione della rilevanza, dell'efficienza e fattibilità del progetto da un punto di vista economico e finanziario, calcolo dei benefici e dei costi e delle possibilità di far perdurare per es. i servizi erogati, oltre il tempo del progetto stesso.
  • Sostenibilità sociale e di genere: intesa come capacità di garantire condizioni di benessere umano (sicurezza, salute, istruzione) equamente distribuite per classi e genere.
  • Sostenibilità ambientale: intesa come capacità di mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali.
  • Sostenibilità istituzionale: intesa come capacità di assicurare condizioni di stabilità, democrazia, partecipazione, giustizia.


Sostenibilità e sviluppo sostenibile


ACRA si riconosce nella definizione di sostenibilità e sviluppo sostenibile date dalla Commissione mondiale delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo che considera la sostenibilità "l'equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie".

"Lo sviluppo sostenibile, lungi dall'essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali".

"Lo sviluppo sostenibile impone di soddisfare i bisogni fondamentali di tutti e di estendere a tutti la possibilità di attuare le proprie aspirazioni ad una vita migliore (...) Il soddisfacimento di bisogni essenziali esige non solo una nuova era di crescita economica per nazioni in cui la maggioranza degli abitanti siano poveri ma anche la garanzia che tali poveri abbiano la loro giusta parte delle risorse necessarie a sostenere tale crescita. Una siffatta equità dovrebbe essere coadiuvata sia da sistemi politici che assicurino l'effettiva partecipazione dei cittadini nel processo decisionale, sia da una maggior democrazia a livello delle scelte internazionali" (Commissione Brundtland del 1987).

ACRA si riconosce anche nella definizione di sviluppo sostenibile data nel 1991 dalla World Conservation Union, UN Environment Programme and World Wide Fund for Nature, che lo identifica come "...un miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende".

E condivide la visione dell'economista Herman Daly che definisce lo sviluppo sostenibile solo nella misura in cui «... ci si sviluppa mantenendosi entro la capacità di carico degli ecosistemi» e quindi secondo le seguenti condizioni generali, concernenti l'uso delle risorse naturali da parte dell'uomo:

  • il peso dell'impatto antropico sui sistemi naturali non deve superare la capacità di carico della natura;
  • il tasso di utilizzo delle risorse rinnovabili non deve essere superiore alla loro velocità di rigenerazione;
  • l'immissione di sostanze inquinanti e di scorie non deve superare la capacità di assorbimento dell'ambiente;
  • il prelievo di risorse non rinnovabili deve essere compensato dalla produzione di una pari quantità di risorse rinnovabili, in grado di sostituirle.

In tale definizione, viene introdotto anche un concetto di "equilibrio" auspicabile tra uomo ed ecosistema, alla base di un'idea di economia per la quale il consumo di una determinata risorsa non deve superare la sua produzione nello stesso periodo.