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Campesinos unidos

campesinos unidos

 

ico cibo internaformazione donneIncremento delle capacità ed opportunità dei soci delle Organizzazioni Economiche Contadine (OECAs) boliviane, per generare reddito, lavoro ed inclusione sociale in area rurale
 

 

DOVE

Bolivia, Dipartimenti di Pando, Potosí, La Paz e Tarija.

DURATA

Dal 1 febbraio 2008 al 31 gennaio 2013.

 

CONTESTO

Questo programma quinquennale ha sostenuto il movimento delle OECAs (Organizzazioni Economiche Contadine) boliviane potenziando le loro capacità gestionali, produttive e commerciali, permettendo così alle famiglie contadine - socie delle organizzazioni - di diventare interpreti dello sviluppo economico locale e nazionale. L'intervento interessa i 4 dipartimenti di Pando, La Paz, Tarija e Potosi rafforzando la rete di OECAs denominata CIOEC e le sue diramazioni territoriali.
Le OECAs sono organizzazioni contadine con un congiunto obiettivo economico e sociale che si esprime in un modello di economia solidale basata su un'agricoltura sostenibile e diretta a garantire la sicurezza alimentare dei suoi soci. I settori produttivi a cui si è dato appoggio e supporto tecnico riguardano la produzione di cacao, caffè, arachidi, noci amazzoniche e, nel Dipartimento di Potosì, la valorizzazione dei prodotti derivati dall'allevamento del lama.


 

OBIETTIVI

  • Contribuire alla diminuzione dell'incidenza della povertà in ambito rurale in Bolivia promuovendo l'inclusione sociale di contadini e indigeni nelle strategie economiche pubbliche e private.
  • Incrementare le fonti di reddito, i posti di lavoro ed il livello di partecipazione nella presa di decisioni dei soci delle OECAs.

 

ATTIVITà

  • Realizzazione di uno studio sulle organizzazioni di produttori e sul contesto economico, sociale e culturale per identificate possibili nicchie di mercato per la commercializzazione dei prodotti.
  • Corsi di formazione per dirigenti in leadership, democratizzazione, capacità di analisi, amministrazione, gestione di impresa, aggiornamento sulle politiche pubbliche boliviane e utilizzo di mezzi informatici.
  • Organizzazione di incontri con le autorità locali e nazionali e realizzazione di seminari nazionali di scambio e condivisione di esperienze tra la CIOEC nazionale e le OECAs dipartimentali.
  • Consulenza legale nelle fasi di elaborazione o revisione degli statuti delle OECAS.
  • Realizzazione di corsi in tema di commercializzazione, marketing e organizzazione della catena produttiva.
  • Partecipazione a fiere locali o nazionali per l'esposizione e la vendita dei prodotti delle OECAs.
  • Incentivazione dell'utilizzo del sito internet di CIOEC con la creazione di una newsletter e di un blog.
  • Produzione di un kit divulgativo e di un video-documentario sul movimento delle Organizzazioni Economiche Contadine.

 

IMPATTO

Beneficiari diretti:
6.460 famiglie socie delle OECAs, per un totale stimato di 33.500 persone.

Beneficiari indiretti:
tutte le famiglie socie delle OECAs (associate a CIOEC) dei 4 dipartimenti, circa 40.000 famiglie (stimate in 200.000 persone).


 

SOSTENIBILITà

Il rafforzamento delle capacità tecniche e istituzionali di CIOEC Bolivia e delle rappresentanze dipartimentali ha contribuito a creare una maggiore integrazione e articolazione delle OECAS, rendendo CIOEC un attore capace di coordinare il processo di sviluppo del settore produttivo rurale, appoggiando le organizzazioni di base anche dal punto di vista tecnico e operativo. Le azioni di incidenza politica di CIOEC a livello nazionale hanno favorito il processo verso la sostenibilità delle OECAS generando un quadro politico e normativo favorevole. Il sostegno a CIOEC ha infatti, contribuito a un importantissimo risultato sul piano politico: il riconoscimento delle Organizzazioni economiche contadine (OECAS) da parte del governo di Evo Moralesgrazie a una legge specifica promulgata il 26 gennaio 2013.


 

IL PROGRAMMA IN SINTESI

Valore complessivo:
1.567.371 €

 

Finanziatore principale:
ue Commissione Europea

 

Altri finanziatori:
Fundación AVINA

Partner:
AVSF (Agronomes et Vétérinaires sans frontières)
CIOEC Bolivia (Coordinadora de Integración de Organizaciones Económicas Campesinas)

 

 

oltre al progetto


>>> Dalle Ande agli Appennini: un viaggio sul filo di lana

>>> Evo Morales riconosce il ruolo delle Organizzazioni contadine


 

Pastori andini

pastori andini

 

icona cibomulpan 2Pastori andini: tessitori dello spazio economico e dell’integrazione alimentare alto-andina

 

DOVE

Argentina (Jujuy), Bolivia (La Paz, Potosì), Ecuador (Chimborazo, Cañar), Perú (Apurímac, Ayacucho, Huancavelica)

 

 

 

DURATA

Dal 1 febbraio 2014 al 12 dicembre 2017.

 

CONTESTO

Il progetto “Pastori andini”, promosso dall’Ong GVC mira a migliorare la sicurezza alimentare delle popolazioni alto-andine attraverso un'azione congiunta tra le organizzazioni di allevatori di camelidi (alpaca, lama, vigogna) i governi locali, regionali e nazionali in Argentina, Bolivia, Ecuador e Perù. L’intervento intende promuovere e rafforzare la politica a difesa delle organizzazioni di allevatori e delle società pastorali nelle aree più remote dei loro rispettivi paesi e quindi più esposti all’insicurezza alimentare attraverso azioni che incidano positivamente sia a livello produttivo che organizzativo. Il progetto auspica la costituzione di una più ampia rete di pastori andini che sia rappresentativa a livello nazionale e internazionale. ACRA è incaricata di seguire le attività da realizzarsi in Bolivia ed Ecuador.


 

OBIETTIVI

  • Contribuire al miglioramento della sicurezza alimentare delle famiglie dei pastori di camelidi sudamericani delle aree alto-andine dell’Argentina, Bolivia, Ecuador e Perù
  • Promuovere la partecipazione delle organizzazioni di pastori di camelidi sudamericani nei processi decisionali e nella formulazione di politiche in tema di sicurezza alimentare.

 

ATTIVITà

Di seguito una sintesi delle attività condotte da ACRA in Bolivia ed Ecuador:

  • Realizzazione di studi sulla realtà socio-economica dei pastori andini.
  • Realizzazione di scambi e programmi di formazione per gruppi di produttori nelle diverse comunità coinvolte su varie tematiche, quali: piani di gestione del territorio e dei pascoli comunali e sulla tutela delle risorse idriche.
  • Sistematizzazione e diffusione delle migliori pratiche relative all’assistenza tecnica e al trasferimento di tecnologie nei paesi interessati.
  • Rafforzamento degli spazi e delle pratiche di partecipazione e accordo tra le comunità, le organizzazioni di produttori, le autorità locali e le istituzioni a livello locale e nazionale.
  • Realizzazione di uno studio comparativo dei programmi alimentari negli altopiani e sviluppo di una proposta specifica per la regione andina.
  • Supporto allo sviluppo di programmi alimentari innovativi che includano prodotti tradizionali nel rispetto delle abitudini locali (si veda il consumo di carne di lama e alpaca).
  • Promozione e/o rafforzamento di scambi di buone prassi tra pastori e agricoltori con fine di rivalutare la pratica del baratto, un tipo di economia non monetaria quale sistema di scambio utile al mantenimento della sicurezza alimentare.
  • Supporto nell’elaborazione di proposte in tema di politica alimentare sostenibile da parte dei pastori andini in coordinamento coi governi locali.

 

IMPATTO

Beneficiari diretti:

  • le organizzazioni di allevatori andini di camelidi sudamericani di Argentina (3), Bolivia (15), Ecuador (10), e Perù (34);
  • governi locali dei quattro paesi coinvolti.

Beneficiari indiretti:
22.399 famiglie delle zone alto-andine dove sono presenti le organizzazioni di allevatori di camelidi nei quattro paesi di intervento (Bolivia: 8.000; Ecuador: 3.700; Perù: 8.554; Argentina: 2.145).

 


 

SOSTENIBILITà

Da un punto di vista finanziario: il trasferimento di tecnologie, informazioni, esperienze e lezioni apprese, nonché l'integrazione in una rete permetterà un graduale miglioramento di prodotti finali per le organizzazioni dei pastori.
Da un punto di vista sociale: l'opportunità di partecipare ad una associazione, permetterà ai pastori e alle loro famiglie e per estensione alla comunità di far valere le proprie esigenze verso i governi locali, regionali e nazionali in riferimento a temi fondamentali quali: educazione, salute, comunicazione, infrastrutture produttive, ecc.
A livello politico: il maggior numero di normative a favore delle organizzazioni dei pastori e la loro capacità di influenzare le decisioni di politica pubblica concernenti la sicurezza alimentare, favoriranno  le loro occasioni di visibilità e garantiranno alle famiglie migliori servizi di tutela.


 

IL PROGETTO IN SINTESI

Valore complessivo:
1.625.000 €

 

Finanziatori principali:


ue Commissione Europea

 

 

Capofila:
GVC - Gruppo di Volontariato Civile

 

Partner:

  • Fondazione ACRA;
  • ISCOS-CISL - Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo (Italia);
  • CICCA - Centro de Investigación y Capacitación Campesina – Apurímac (Perù)
  • Vecinos Perù (Perù);
  • Coordinadora de Organizaciones Campesinas e Instituciones Agrarias del Perú (Coordinadora Rural);
  • CIOEC - Coordinadora de Integración de Organizaciones Económicas Campesinas (Bolivia);
  • INTA - Instituto Nacional de Tecnología Agropecuaria (Argentina);
  • Ministerio de la Producción de la Provincia de Jujuy-Programa Camélidos (Argentina);
  • TUCAYTA - Tukuy Cañar Ayllukunapa Tantanakuy (Ecuador);
  • Università degli Studi di Camerino – Scuola di Scienze Ambientali (Italia)

 

 

oltre al progetto


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Tessitura e cultura

tessitura e cultura

 

icona educazione bolart 2Sostegno della produzione artigianale di prodotti tessili con una particolare connotazione culturale

 

DOVE

Bolivia, Dipartimenti di La Paz, Oruro, Potosí, Cochabamba.

 

DURATA

Dal 16 novembre 2013 al 15 novembre 2014.

 

CONTESTO

In Bolivia, ACRA si impegna da molti anni nel sostenere i gruppi di produttori locali riuniti nelle OECAS (Organizzazioni Economiche Contadine). Questo progetto contribuisce a sostenere il partner locale ComArt Tukuypaj, un’organizzazione che promuove il commercio equo-solidale e che raggruppa produttori attivi nel settore tessile. Questi artigiani realizzano i loro capi con una particolare attenzione alla qualità della materia prima (naturale e biologica) e ai disegni tradizionali della cultura locale. L’intervento intende rafforzare le competenze tecniche e organizzative degli artigiani al fine di migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e contribuire, di conseguenza, allo sviluppo economico delle zone di intervento. Il progetto si sviluppa in 4 dipartimenti: La Paz, Oruro, Potosì e Cochabamba, aree con un forte potenziale ma dove, tuttora, la produzione artigianale è limitata da una capacità di gestione poco organizzata e da una scarsa disponibilità di strutture adeguate allo sviluppo di un efficiente sistema produttivo.


 

OBIETTIVI

  • Contribuire alla diminuzione dell’incidenza della povertà promuovendo lo sviluppo locale e aumentando le fonti di reddito di produttori e artigiani boliviani.
  • Ottimizzare la qualità del lavoro nei laboratori di ComArt Tukuypaj migliorando, in particolare, l’efficienza, l’imprenditorialità, lo sviluppo produttivo e il rafforzamento istituzionale nell’ottica della conservazione e valorizzazione dell’identità culturale locale.

 

ATTIVITà

  • Realizzazione di lavori di ristrutturazione dei laboratori per rendere le strutture idonee alle attività produttive; acquisto di nuovi materiali e tecnologie utili per l'aumento produttivo pur conservando l’identità culturale.
  • Definizione e riorganizzazione dei processi produttivi e realizzazione di due incontri per promuovere la nuova organizzazione dell’attività.
  • Ridefinizione dei criteri del controllo di qualità e realizzazione di corsi formativi.
  • Organizzazione di incontri con le autorità locali e nazionali e realizzazione di seminari nazionali di scambio e condivisione di esperienze.
  • Diffusione di buone pratiche e condivisione delle stesse tra diversi laboratori.
  • Realizzazione di incontri sulla promozione e l’integrazione della figura femminile nel contesto lavorativo e sulla sicurezza sul lavoro.
  • Promozione commerciale nazionale e internazione dei prodotti artigianali con identità culturale.

 

IMPATTO

Beneficiari diretti:
934 famiglie, per un totale di circa 4.700 persone (di cui il 65% donne) affiliate a ComArt Tukuypaj e che abitano in zone prevalentemente rurali.

Le persone che lavorano nei laboratori produttivi affiliati a ComArt Tukuypaj sono in prevalenza donne. L'attività artigianale va ad integrare le tradizionali occupazioni femminili costituite da agricoltura e allevamento diversificando e incrementando quindi le fonti di reddito famigliari.


Beneficiari indiretti:
1.560 famiglie, per un totale di circa 7.800 persone (di cui il 65% donne) affiliate a ComArt Tukuypaj.


 

SOSTENIBILITà

Il rafforzamento delle capacità e l’acquisizione di nuove conoscenze tecniche specifiche contribuiranno allo sviluppo e alla replicabilità di iniziative economiche locali. I laboratori dotati di strutture più adeguate e di una migliore gestione organizzativa saranno in grado di aumentare la produttività a livello locale. I prodotti artigianali troveranno quindi più spazio nel mercato sia a livello nazionale che internazionale e potranno garantire migliori standard di qualità nel rispetto delle tradizioni locali. Grazie ad una migliore pianificazione dei processi produttivi, infatti, i beneficiari dell’intervento saranno in grado di produrre articoli di migliore qualità in maggiori quantità ed a un costo inferiore. L’azione si tradurrà quindi in un maggiore guadagno per i produttori di ComArt Tukuypaj e contribuirà nel lungo termine alla diminuzione dell’incidenza della povertà.

 

La consegna dei macchinari e la formazione al loro utilizo

 


 

IL PROGETTO IN SINTESI

Valore complessivo:
110.005 €

 

Finanziatori principali:

 

Ministero dello Sviluppo Produttivo Boliviano - PRO Bolivia


ue Commissione Europea

 

 

Partner:
ComArt Tukuypaj

 

Altri enti coinvolti:

Red OEPAIC (Red de Organizaciones Económicas de Productores Artesanos con Identidad Cultural)

 

 

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Quinoa, l'oro delle Ande

quinoa, l'oro delle ande

 

icona ciboquinoauna filiera integrale per la sicurezza alimentare in bolivia

 

DOVE

Bolivia, Dipartimento di Potosí, Provincia di Nor Lìpez, Municipio di Colcha K, e Provincia di Quijarro, Municipio di Tomave.

 

DURATA

Dal 1 dicembre 2013 al 30 novembre 2015

 

 

CONTESTO

Come dichiarato dalla FAO nel 2013 durante l’Anno Internazionale della Quinoa questa pianta, considerata uno pseudo-cereale è in grado di ricoprire un ruolo importante nello sradicamento della fame ed è un prezioso alleato nella lotta all’insicurezza alimentare delle popolazioni che vivono in zone dove l’accesso al cibo è minacciato. Purtroppo oggi la quinoa, alimento tradizionale delle popolazioni andine dall’alto valore proteicoe nutrizionale, non è più parte integrante della dieta dei boliviani e viene prodotta prevalentemente per l’esportazione in maniera intensiva, provocando la degradazione di vaste aree, in cui precedentemente veniva coltivata in equilibrio con altri alimenti. Il progetto intende promuovere una modalità di coltivazione sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale e culturale e sostenere lo sviluppo di prodotti trasformati a base di quinoa e la loro distribuzione e consumo sui mercati boliviani e internazionali grazie alla mediazione del commercio equo-solidale. La quinoa, è molto apprezzata dal mercato anche perché priva di glutine e quindi adatta alla dieta dei celiaci. L’intervento vede collaborare una rete di partner locali e internazionali, tra cui università italiane e boliviane e vede il coinvolgimento di alcune imprese italiane attive nel settore della trasformazione dell’alimentare biologico e della distribuzione. Nell’ambito di EXPO 2015 saranno promosse sul territorio lombardo attività culturali e didattiche volte a far conoscere al pubblico e agli studenti delle scuole il valore nutrizionale e tradizionale della quinoa.

 

OBIETTIVI

Da un punto di vista generale:

  • incrementare la sicurezza alimentare delle comunità rurali indigene dell'altopiano boliviano attraverso la creazione di una filiera integrale di coltivazione, trasformazione e distribuzione della quinoa sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, culturale e di genere.

Da un punto di vista specifico:

  • identificare, diffondere e implementare le conoscenze tradizionali, le tecniche migliorate e le norme internazionali per una coltivazione sostenibile della quinoa nel dipartimento di Potosì, con particolare attenzione alle questioni di genere.
  • trasferire le conoscenze accademiche e le competenze produttive e imprenditoriali per una trasformazione, distribuzione e commercializzazione della quinoa che generi valore aggiunto e reddito in maniera sostenibile e a lungo termine per i contadini soci del partner locale, Anapqui.
  • diffondere presso i visitatori di Expo 2015, presso la cittadinanza lombarda, e gli studenti milanesi la conoscenza delle proprietà nutrizionali e del valore culturale della quinoa e delle problematiche relative ad una produzione sostenibile, coinvolgendo anche la comunità dei migranti andini, in particolare giovani e donne.

 

ATTIVITà

  • Definizione e validazione di un modello produttivo sostenibile a partire dalla tradizione.
  • Formazione e assistenza per la produzione e l’utilizzo di antiparassitari e fertilizzanti naturali.
  • Concorso per incentivare microprogetti di produzione sostenibile.
  • Acquisto di attrezzature per la raccolta, lo stoccaggio e lavorazione della quinoa.  
  • Formazione amministrativa e finanziaria, formazione specifica rivolta alle donne.
  • Definizione di consuetudini comunitarie per l’uso sostenibile delle risorse produttive del territorio.
  • Inserimento di norme per la produzione sostenibile nei regolamenti istituzionali pubblici.
  • Elaborazione e distribuzione di materiale didattico e divulgativo.
  • Elaborazione di un Sistema Partecipativo di Garanzia locale.
  • Creazione di due banche dei semi di quinoa con sito produttivo presso i municipi.
  • Mappatura delle parcelle di produzione con GPS e relativo software.
  • Definizione di protocolli igienici di coltivazione, raccolta e stoccaggio della quinoa.
  • Analisi dell’impatto delle tecniche produttive sulle caratteristiche strutturali del suolo.
  • Studio della varietà di quinoa meno commercializzate.
  • Visite studio internazionali presso produttori, trasformatori e importatori italiani.
  • Trasferimento di competenze e tecnologie.
  • Analisi dei possibili sviluppi commerciali locali e internazionale.
  • Incontri pubblici con degustazione all’interno di Expo dei Popoli.
  • Realizzazione e diffusione di video ricette sull’uso della quinoa (anche grazie ala collaborazione delle associazioni migranti presenti in Lombardia).
  • Realizzazione di tre percorsi didattici in cento classi milanesi.
  • Convegno AGICES giugno 2015 nell’ambito del Forum dei Popoli.

 

IMPATTO

Beneficiari diretti:
4.000 persone membri delle famiglie produttrici di quinoa, di cui la metà donne, e 25.000 cittadini delle comunità del progetto in Bolivia; 2.000 studenti e 300 cittadini milanesi in Italia.

Beneficiari indiretti:
tutti i clienti delle Botteghe del mondo del commercio equo e solidale tra i quali un particolare riferimento va fatto alle persone che soffrono di una disfunzioni  alimentare nota come celiachia, per cui l'uso della quinoa nei preparati e nei surrogati di pasta e pane risulta indicata (a parità di apporto proteico, lo sfarinato di quinoa non contiene glutine).

Altri indicatori di impatto:
In Bolivia: aumento del reddito e del’occupazione per i produttori boliviani e conseguente diminuzione della povertà delle popolazione del dipartimento  di Potosí; diminuzione del degrado del suolo e del processo di desertificazione dei terreni dapprima coltivati in maniera intensiva.
In Italia: aumento della domanda di quinoa biologica ed equa; ampliamento della gamma di prodotti andini commercializzati da Altromercato.

 

 

IL PROGRAMMA IN SINTESI

Valore complessivo:
 508.040 €

Finanziatore principale:

 comune milano

 

Partner locali:
Anapqui (Asociaciòn Nacional de Productores de Quinoa)
Soproqui (Associazione Regionale ANAPQUI a Colcha K)
Arpaiamt (Associazione Regionale ANAPQUI a Tomave)

 

Partner internazionali:

Chico Mendes Onlus (capofila)
Fondazione ACRA
AGICES (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale)
CICSAA (Centro Interuniversitario per la Cooperazione allo Sviluppo
Agro-alimentare e ambientale)
Ctm Altromercato
IRIS Coop Agricola
Lama Coop
IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movement)
Proficua Associazione culturale

 

Altri enti coinvolti:

Comune di Milano (Consiglio di zona 3)
Municipalità di Tomave (Bolivia)
Municipalità di Colcha K (Bolivia)

 

oltre al progetto


>>> Film that Feed: incontri ed eventi alla Casa del Pane


 

10 piccoli impianti idroelettrici

10 piccoli impianti idroelettrici

 

icona ambiente bolcid 1Piccoli impianti idroelettrici di adattamento al cambiamento climatico

 

DOVE

Bolivia, Dipartimenti di: La Paz, Cochabamba, Chuquisaca; Municipi di: La Asunta, Villa Tunari, Pelechuco, Guanay, Apolo, Ixiamas, Inquisivi, Incahuasi

 

DURATA

Dal 1 aprile 2014 al 30 settembre 2017

 

CONTESTO

Tra i paesi del Sudamerica, la Bolivia è quello col maggior indice di povertà. Sono soprattutto le aree rurali a registrare le peggiori condizioni di vita della popolazione, la mancanza di opportunità lavorative e di servizi di base tra cui l’accesso all’energia elettrica. Le aree più isolate infatti non sono connesse al SIN (Sistema Interconectado Nacional) e per risolvere i problemi energetici, gli abitanti hanno realizzato dei sistemi di autoproduzione comunitaria (microcentrali idroelettriche – MCI).  
L’intervento nasce su sollecitazione del partner locale PRODENER per dare accesso all’energia da fonti rinnovabili alle comunità rurali più remote della Bolivia e lontane dal SIN. L’energia sarà fornita, in particolare, a 10 comunità utilizzando la tecnologia idroelettrica a livello locale con un minimo impatto ambientale. Il servizio elettrico erogato a fini sociali e produttivi sarà sostenibile da un punto di vista finanziario e organizzativo.


 

OBIETTIVI

  • Migliorare la qualità della vita e l’accesso all’energia elettrica da fonti rinnovabili degli abitanti di zone rurali in Bolivia.
  • Promuovere il modello di gestione comunitaria di micro-centrali idroelettriche per 990 famiglie di zone rurali nei dipartimenti di La Paz, Cochabamba e Chuquisaca.

 

ATTIVITà

  • Auto-costruzione delle opere civili di 6 microcentrali idroelettriche. 
  • Fabbricazione delle turbine idroelettriche per le microcentrali. 
  • Costruzione linee elettriche di distribuzione domiciliare dell’energia di media e bassa tensione e installazione ai servizi comunitari esistenti (saloni, scuole, ambulatori, ecc.).
  • Incontri comunitari di sensibilizzazione sugli sprechi e l’utilizzo adeguato dell’energia.
  • Costituzione, organizzazione e legalizzazione dei 10 Comitati di Elettrificazione Locale (CEL) attraverso dinamiche partecipative.
  • Formazione degli operatori dei 10 CEL sulla gestione, manutenzione e amministrazione degli impianti.
  • Formazione della popolazione delle 10 comunità sull’uso dell’energia a fini produttivi (surplus del consumo domestico per piccole iniziative produttive a base comunitaria).
  • Concorsi per l’assegnazione di fondi alle iniziative più efficienti e innovative per l’uso produttivo dell’energia, che saranno finanziate sulla base di criteri pubblici.
  • Realizzazione di corsi rivolti alle organizzazioni pubbliche nazionali, locali e regionali coinvolte nell'uso di tecnologie idroelettriche appropriate ed eco-compatibili tra cui i tecnici del Viceministerio de Electricidad y Energias Alternativas.
  • Realizzazione di campagne radio di sensibilizzazione sull’energia rinnovabile.
  • Visite di scambio di esperienze da parte di studenti del Master in Gestione delle Risorse Idriche nella Cooperazione Internazionale dell’Università Bicocca di Milano. 
  • Sistematizzazione e diffusione di buone pratiche in Bolivia e in Europa tra cui la realizzazione di un International Paper da presentarsi durante alcuni eventi internazionali come EXPO 2015.

 

IMPATTO

Beneficiari diretti:
990 famiglie - circa 4.950 persone (56% donne) - che riceveranno energia per un totale di 458 kW.
Tutte le comunità sono di etnia indigena (Aymara e Quechua).
Inoltre, tra i beneficiari diretti rientrano i tecnici del VMEEA (Viceministerio de Electricidad y Energias Alternativas), i rappresentanti delle organizzazioni coinvolte e partecipanti in Italia e in Bolivia agli eventi di formazione e sensibilizzazione.

Beneficiari indiretti:
1.330 famiglie (6.650 persone)  più ulteriori 610 famiglie che beneficeranno degli studi di fattibilità previsti e circa 720 famiglie (80 per comunità), che beneficeranno dell'identificazione di nuovi progetti previsti. 


Sul lungo periodo si auspica un impatto durevole sulle condizioni di vita della popolazione, in particolare:

  • Diminuzione delle patologie derivanti dalla mancanza di elettricità (disturbi alla vista, bruciature da fiamma ecc).
  • Calo delle spese energetiche famigliari.
  • Aumento delle opportunità economiche (es. creazioni di impiego di operatori e contabili nelle micro centrali).
  • Riduzione dell’inquinamento da emissione di gas serra e da residui chimici delle batterie.
  • Riduzione della migrazione verso la città grazie alla possibilità di accedere a servizi di base di qualità nelle comunità, a seguito della connessione alla rete elettrica.

 

SOSTENIBILITà

Le micro centrali idroelettriche, se ben gestite, sono la soluzione tecnica più efficace, efficiente e sostenibile per garantire l’accesso all’energia elettrica a comunità tanto disperse ed isolate nel territorio, per fini sociali e produttivi, e quindi per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita. La sostenibilità sarà garantita a livello finanziario, politico e ambientale.
Le tariffe determinate in base ai costi operativi e ai principi di equità e inclusione, garantiranno la sostenibilità finanziaria compreso un fondo per le manutenzioni straordinarie dell’impianto. Inoltre, si prevede un eventuale vendita di energia in eccesso al SIN. Il coinvolgimento delle autorità locali (municipi, Ministero, Prefettura) contribuirà al miglioramento di alcuni servizi pubblici (quali scuole e ambulatori) forniti di energia elettrica. Dal punto di vista ambientale le MCI non generano residui né impatti dannosi come le dighe di grosse dimensioni. Inoltre la presenza delle MCI ridurrà la necessità di tagliare legna da ardere per produrre energia. L’intervento, infine, è stato pensato nell’ottica della replicabilità grazie a studi di fattibilità e identificazione di nuove aree dove costruire delle MCI ed estendere, così, l’allacciamento all’energia ad altri villaggi.


 

IL PROGRAMMA IN SINTESI

Valore complessivo:
1.715.369 €

Finanziatore principale:


mae Ministero Affari Esteri - Cooperazione Italiana

 

Altri finanziatori:

chiesa valdese

 parte delle attività di progetto sono sostenute grazie ai fondi 8x1000 delle chiese valdesi e metodiste

Partner:
GVC
PRODENER

 

 

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  1. Agricoltura famigliare