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Turismo contro povertà

turismo contro povertà

 

ico ambiente internamultur zanzibarStrategie di turismo per la lotta alla povertà in Burkina Faso, Ecuador e Tanzania

 

DOVE

Tanzania, Regione di Zanzibar: villaggi di Nungwi, Matemwe, Kiwengwa, Pongwe, Paje, Bwejuu, Jambiani e Chake Chake.

Burkina Faso, Provincia di Tapoa, Comuni di Diapaga, Tambaga e Logobou.

Ecuador, Provincia di Pichincha, 4 comunità di Caspigasí, Pululahua, Santo Domingo e Rumi Cucho.

 

DURATA

Dal 1 dicembre 2009 al 31 marzo 2013

 

CONTESTO

Zanzibar
L'economia di Zanzibar dipende fortemente dal turismo internazionale che ha però scarse ricadute sul benessere delle popolazioni locali. Mancano le competenze per trovare impiego nel settore turistico, così come per dedicarsi a iniziative imprenditoriali legate all'indotto del turismo. Inoltre le zone turistiche sono fortemente minacciate dal punto di vista ambientale.

Burkina Faso
Il parco naturale W, nella provincia della Tapoa, è un grande patrimonio paesaggistico e faunistico del Burkina Faso, riconosciuto dall'Unesco. Le popolazioni che vivono ai margini della riserva sono però escluse dall'utilizzo della terra e delle risorse naturali del parco e vivono in condizioni di mera sussistenza.

Ecuador
L'area di Mitad del Mundo, su cui interviene il progetto, ospita un parco-museo che è l'attrattiva più visitata del paese, con circa 700.000 turisti che però si fermano solo in giornata, trascurando l'area circostante. Si tratta di un'area agricola, dove la presenza non regolata di cave per materiali edili determina un importante degrado ambientale. Tuttavia l'area ospita anche importanti luoghi archeologici e naturalistici come la Riserva Geobotanica di Pululahua, vari edifici legati alla storia coloniale del paese e siti incaici.


 

OBIETTIVI

Migliorare le condizioni di vita delle popolazioni residenti valorizzando le capacità ricettive e coinvolgendole in servizi connessi al turismo non tradizionale (eco-turismo, turismo sostenibile, turismo comunitario) per favorire uno sviluppo partecipato e sostenibile.


 

ATTIVITà

Zanzibar

  • Formazione in gestione di hotel e accoglienza turistica.
  • Formazione a piccoli e medi imprenditori del settore turistico.
  • Creazione di una agenzia per l'impiego e supporto tecnico e finanziario alla micro e piccolo impresa (artigianato tipico, prodotti alimentari, edilizia, servizi legati al turismo, ecc).
  • Educazione ambientale nelle scuole e rafforzamento delle organizzazioni comunitarie impegnate nella gestione ambientale, con particolare enfasi sul problema dei rifiuti solidi.
  • Promozione del dibattito nella società civile riguardo allo sviluppo turistico e alle relative politiche.

Burkina Faso

  • Formazione in gestione di hotel e accoglienza turistica.
  • Supporto ai processi partecipativi di pianificazione del territorio nel quadro dei piani di sviluppo locale.
  • Creazione di un centro per l'ecoturismo e la conservazione ambientale funzionale all'educazione ambientale dei giovani locali e come attrattiva turistica.
  • Creazione di tre centri artigianali comunitari.
  • Formazione a piccoli imprenditori del turismo e artigiani.
  • Creazione di 2 home-stay nei villaggi di Tambaga e Logobou.
  • Identificazione, sviluppo e promozione di tour naturalistici (vie di arrampicata sulla falesia di Gobnangou, tour in bici e a dorso di mulo dentro e fuori dal parco).
  • Formazione specializzata per l'associazione delle eco-guide di Diapaga.

Ecuador

  • Formazione in gestione di hotel e accoglienza turistica.
  • Identificazione, sviluppo e promozione di tour e servizi collegati.
  • Creazione di un'Agenzia Turistica, per promuovere e commercializzare una pluralità di servizi turistici offerti dalle comunità locali (guide turistiche, trasporti, ristorazione, museo archeologico, ecc).
  • Formazione di eco-guide e sviluppo di percorsi naturalistici e archeologici.
  • Creazione di home-stay in Caspigasí del Carmen, Pululahua, Rumi Cucho, Santo Domingo e formazione gestionale per le famiglie ospitanti.
  • Corsi di educazione ambientale e formazione per la gestione partecipativa delle risorse naturali della riserva di Pululahua.

Trasversale all'intervento è l'organizzazione di conferenze nazionali e internazionali, eventi, visite di scambio a scopi promozionali per condividere le migliori pratiche sul turismo a favore dei poveri dei 3 paesi coinvolti.
Inoltre è stato sviluppato un sito web dedicato alle attività realizzate e alle attrattive per i turisti in quattro diverse lingue.


 

IMPATTO

Beneficiari

Burkina Faso

  • circa 9.000 persone tra poveri rurali, artigiani locali, guide locali delle associazioni esistenti, bambini in età scolastica, autorità di villaggio delle municipalità di Diapaga, Tambaga e Logobou.
  • Indirettamente beneficia dell'intervento la popolazione dei distretti di Diapaga, Logobou e Tambaga, per un totale di circa 70.000 persone.

Zanzibar

  • 50.000 persone che vivono nelle aeree di progetto. Tra questi, i poveri delle aree rurali, SME locali, CBO, bambini in età scolare, studenti, comitati ambientali locali, NGO dei villaggi di Nungwi, Pongwe, Zambiani, Chake Chake e disoccupati (per un totale di 1.400 persone).
  • Indirettamente beneficiano dell'intervento gli abitanti dell'intero arcipelago per un totale di circa 1.000.000 di persone.

Ecuador

  • 5.550 persone tra disoccupati e popolazione rurale con basso reddito delle comunità di Caspigasí, Pululahua, Santo Domingo, Rumi Cucho, Los Reales e Tanlahua.
  • Indirettamente beneficiano del progetto anche le 30.000 persone che vivono nella provincia Pichincha.

 

SOSTENIBILITà

L'appropriazione delle azioni del progetto da parte delle comunità e della autorità locali è la chiave per la sua sostenibilità a lungo termine. Per fare ciò, nei tre paesi di riferimento leaders locali, associazioni di base della società civile e autorità locali sono stati formati e messi nelle condizioni di poter operare autonomamente, ampliando le proprie capacità tecniche, amministrative e il proprio raggio d'azione.

  • A Zanzibar la strategia del progetto ha puntato molto alla diffusione di conoscenze e capacità a livello locale, di vario tipo, ma tutte indispensabili per poter accrescere la qualità dei servizi turistici offerti in loco. Particolare importanza è stata data alla componente ambientale, con la costruzione di 2 discariche e 4 centri di raccolta dei rifiuti. Varie associazioni ambientaliste locali sono state formate nella fornitura del servizio di raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti, e si sta lavorando per creare uno Stakeholder Committe che possa gestire correttamente i siti, con la partecipazione di rappresentanti delle comunità locali, delle community based organization, del governo e del settore alberghiero.

 

  • In Burkina Faso, i campements communautaires saranno gestiti da un imprenditore locale, ma la proprietà delle infrastrutture sarà della Commune, cioè dell'autorità municipale locale, che ha accompagnato il processo di creazione di 2 Comitati di Sviluppo Locale. Questi ultimi sono organismi rappresentativi dei vari villaggi coinvolti nell'azione e, con il sostegno della Direzione Generale del Turismo, sono stati adeguatamente formati a svolgere un attento lavoro di promozione da un lato, e di monitoraggio e controllo della corretta gestione delle infrastrutture dall'altro.I Comitati di Sviluppo potranno quindi valorizzare le risorse culturali e naturali locali, promuovendo la partecipazione della popolazione nelle sue attività e garantendo quindi l'appropriazione dei locali nei confronti del progetto e la gestione trasparente delle infrastrutture e delle attività economiche ad esse correlate.

     

  • In Ecuador è nata un'associazione ad hoc, che si occuperà della gestione di tutte le infrastrutture di accoglienza turistica sorte grazie al progetto, oltre che di tutti i "pacchetti" di servizi ai turisti create negli ultimi anni. Si tratta della Red de Turismo, che agglutina varie associazioni locali operanti nel settore del turismo, o in settori affini, e che punta allo sviluppo di un turismo comunitario, a diretta gestione locale. I membri di tale associazione sono stati debitamente formati, per poter permettere alla stessa di sostenersi economicamente sul lungo periodo e di espandere l'area di intervento e i servizi forniti.

 

 

IL PROGETTO IN SINTESI
Valore complessivo:
1.841.533 €

Finanziatore principale:

ue Commissione Europea

 

Altri finanziatori:

FASI – Federazione Arrampicata Sportiva Italiana
WTO - World Tourism Organisation

Partner:

  • Zanzibar: Chamgamoto Life Preservation Fund
  • Burkina Faso: Comune di Diapaga
  • Ecuador: CODEZEQ (Corporacion de Desarrollo de la Zona Equinoccial)

 

Altri enti coinvolti:
AITR - Associazione Italiana Turismo Responsabile
HABS - Hands Accross Borders Society
Mowgli - Turismo responsabile, sviluppo sostenibile

 

 

 

 

 

 

oltre al progetto


>>> Guarda la pagina Facebook della cooperativa Asilia di Zanzibar

>>> Da Zanzibar a Facebook, il turismo solidale di ACRA

>>> Wimdu e ACRA per il turismo responsabile a Zanzibar

 

L’impresa sociale al servizio dell’ambiente

l'impresa sociale al servizio dell'ambiente

 

ico ambiente internazanrif Valorizzazione dei rifiuti solidi urbani a Zanzibar: l'impresa sociale per la promozione della filiera della plastica

 

DOVE

Tanzania, isola di Zanzibar

 

DURATA

Da maggio 2012 a luglio 2014

 

 

CONTESTO

Lo sviluppo crescente del settore turistico a Zanzibar è fonte del preoccupante aumento della produzione di rifiuti solidi, una quantità di dimensioni tali da essere paragonata a quella di un paese industrializzato. Ciononostante non esiste sull'isola un sistema di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti adeguato benché le opportunità affinché questo sistema di sviluppi non manchino e siano rappresentate soprattutto da iniziative imprenditoriali private.
Significativa è l'esperienza dell'impresa sociale ZANREC Ltd che propone soluzioni sostenibili al problema del riciclaggio dei rifiuti plastici creando al contempo benefici economici per strati della popolazione svantaggiati. ACRA grazie all'interesse maturato verso le market-based solutions, affiancherà ZANREC nel processo di produzione di pellets a partire dalla plastica riciclata. Valorizzare l'indotto della plastica offrirà, inoltre, ai piccoli imprenditori e artigiani di Zanzibar la possibilità di investire nella lavorazione di semilavorati da vendere sul mercato locale.


 

obiettivi

Implementare un sistema di gestione dei rifiuti solidi, sostenibile a livello economico, ambientale e sociale a Zanzibar.


 

attività

  • Acquisto di macchinari per la lavorazione della plastica riciclata e formazione di personale tecnico dedicato.
  • Identificazione di un modello integrato di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti in particolare plastici.
  • Azioni di rafforzamento dell'impresa sociale Zanrec attraverso la visita di tecnici rappresentanti delle realtà imprenditoriali lombarde e operanti nel settore della lavorazione della plastica.
  • Partecipazione a un foro tematico internazionale quale opportunità di scambio fra imprese sociali attive nel settore della gestione dei rifiuti e tutela ambientale.
  • Opere di miglioramento e messa in sicurezza di siti di deposito e raccolta rifiuti e relativa formazione di personale.
  • Incontri volti a siglare accordi tra le strutture ricettive di Zanzibar e i gestori dei siti per la raccolta differenziata dei rifiuti.
  • Incontri volti a siglare accordi di compravendita tra i gestori della raccolta dei rifiuti e Zanrec.
  • Analisi della replicabilità del sistema di raccolta/smaltimento e del modello di social business a Pemba e Kojani.
  • Organizzazione di un concorso tra esperti nel campo del disegno industriale per premiare un prototipo innovativo, realizzato dalla lavorazione della plastica riciclata, economicamente accessibile alla popolazione più svantaggiata.
  • Campagne di marketing sociale e di educazione ambientale, in particolare nelle scuole e nelle comunità rurali.
  • Attività di sensibilizzazione "Ridurre si può" da realizzarsi in Lombardia, in collaborazione con Legambiente, legata all'iniziativa Comuni Ricicloni in un'ottica di scambio con le autorità locali di Zanzibar.

 

IMPATTO

 

Beneficiari diretti

A Zanzibar:

  • 30.000 persone circa, abitanti di Nungwi, Bwejuu e Matemwe, Pemba e Kojani di cui 130 raccoglitori di rifiuti della plastica;
  • 50 insegnanti di 10 scuole primarie e secondarie a Nungwi, Bwejuu e Matemwe, 10 insegnanti in 2 scuole secondarie e primarie di Pemba e Kojani;
  • circa 8.000 studenti;
  • 20 artigiani, affiliati ad Asilia Coop.

In Italia:
170 persone e appartenenti ad amministrazioni comunali.

Beneficiari indiretti

Circa 100.000 persone, gli abitanti della zona di intervento (Nungwi, Bwenguu, Matemwe, le comunità rurali limitrofe, e 3 comunità nelle isole di Pemba e Kojani).

L'impatto atteso è quello di ottenere nel 3° anno di attività dell'impresa sociale ZANREC i seguenti obiettivi:

  • 100 persone impiegate nell'impianto di riciclo dei rifiuti;
  • 500 tonnellate di plastica riciclata ogni anno, che significano 14.650 metri cubi di plastica in meno a cielo aperto (nelle discariche o per le strade);
  • 2.000 persone impiegate a tempo pieno nel sistema di raccolta rifiuti;
  • 500.000 persone informate sul sistema di gestione solida urbana.

Il coinvolgimento del settore pubblico, in particolar modo del Dipartimento dell'Ambiente, avrà una ricaduta sull'appropriazione delle autorità locali preposte della necessità di implementare e rafforzare le norme nazionali relative alla gestione dei rifiuti e alla protezione dell'ambiente.

 

sostenibilità

Il progetto propone una soluzione "di sistema" e di lungo termine. L'impatto diretto sarà dato dal numero di posti di lavoro creati attraverso metodi labor-intensive di raccolta dei rifiuti col sostegno di una rete di persone vulnerabili coinvolte nella raccolta dei rifiuti. Questa strategia creerà posti di lavoro e reddito per i gruppi più vulnerabili della società. L'aumento di occupazione influisce direttamente sul tenore di vita delle persone. Gli effetti indiretti verranno generati dal sistema di riciclo dei rifiuti che eviterà la contaminazione dell'ambiente. L'impatto più significativo di un sistema di gestione dei rifiuti solidi ben funzionante risiede nel cambiamento nel comportamento sociale e ha come conseguenza un ambiente più pulito e sano.


 

IL PROGETTO IN SINTESI
Valore complessivo:
414.170 €

Finanziatori principali:

regione lombardia

 

cariplo

Partner:

LVIA
The Hub
Fondazione Ivo de Carneri
Dipartimento dell'Ambiente di Zanzibar
Labayka
Asilia Cooperative
ZATI – Zanzibar Association of Tourism Investors

Altri enti coinvolti:

Zannrec Plastic Ltd
ASSOCOMAPLASTIC
Legambiente Lombardia

 

 

 

oltre al progetto


>>> L'esperienza di ZANREC al Salone CSR e dell'innovazione sociale

>>> Design Thinking Challenge for Zanzibar: partecipa alla sfida!

>>> Al Design Thinking Challenge for Zanzibar si progetta un fab-lab

>>> Da Torino a Zanzibar per ridurre l'inquinamento dei turisti- Repubblica.it

>>> Intervista a Fabrizio Furchì, vincitore della Design Thinking Challenge for Zanzibar - ShopInTheCity TORINO (pag.43)


 

WASH nelle scuole di Zanzibar

WASH nelle scuole di Zanzibar

 

ico acqua internazanuni 1Aggiornamento e Miglioramento dei protocolli nazionali in tema di Acqua, Salute e Igiene nelle Scuole: come migliorare le strutture e influenzare comportamenti positivi per una migliore istruzione

 

DOVE

Tanzania, Zanzibar (Unguja)

 

DURATA

Dal 1 giugno 2014 al 10 febbraio 2015

 

CONTESTO

Molte scuole di Zanzibar si trovano in una situazione preoccupante caratterizzata da un insufficiente approvvigionamento di acqua e da servizi igienico-sanitari assenti o inadeguati. In alcuni casi, i servizi esistono ma sono inutilizzabili, sporchi o insicuri. Nella maggior parte delle scuole, i bagni non si adattano alle esigenze delle ragazze, dei bambini e soprattutto dei disabili.
Le scuole sono inoltre caratterizzate da un basso background di apprendimento degli studenti, assenteismo, scarso rendimento e tasso di abbandono elevato.
Il progetto intende garantire a 6 scuole una fornitura d’acqua pulita e servizi igienico-sanitari adeguati favorendo, di conseguenza, l’instaurarsi di un ambiente di apprendimento sano e pulito. ACRA lavora a stretto contatto col Ministero dell’Istruzione e della Formazione Professionale di Zanzibar e in collaborazione con UNICEF. Valore aggiunto dell’intervento sarà l’aggiornamento delle linee guida nazionali SWASH (School Water, Sanitation and Hygiene).

 


 

OBIETTIVI

Da un punto di vista generale il progetto si propone l’attuazione dei protocolli nazionali SWASH (School Water Sanitation and Hygiene) in 6 scuole dell’Arcipelago di Zanzibar (Distretti Ovest, e Nord A di Unguja).

Obiettivi specifici:

  • Miglioramento dei servizi WASH nelle scuole a Zanzibar attraverso la fornitura di latrine adeguate, servizi per il lavaggio mani e di impianti di approvvigionamento idrico.
  • Rafforzare la promozione dell'igiene attraverso la formazione di comitati WASH nelle scuole e un approccio mirato sul bambino, con particolare interesse sull'uso dell'acqua potabile, il lavaggio delle mani con sapone, il corretto uso e manutenzione dei servizi igienici e gestione dell'igiene mestruale per le ragazze.
  • Rafforzamento delle capacità dei comitati scolastici e degli insegnanti sulla gestione SWASH, attraverso piani di sviluppo, stanziamenti di bilancio, l'attuazione e il monitoraggio dei progetti in corso e realizzati per il miglioramento della sostenibilità.
  • Attività pilota e aggiornamento delle linee guida SWASH.

 

ATTIVITà

  • Costruzione di impianti (per approvvigionamento idrico e servizi igienici) in 6 scuole.
  • Impostazione e realizzazione di corsi di formazione per insegnanti e comitati scuole. A loro volta gli insegnanti e i comitati scolastici formati diffonderanno contenuti formativi per gli altri bambini.
  • Campagne di promozione dell’igiene attraverso un approccio “bambino a bambino” e organizzazione di eventi motivazionali.
  • La gamma di eventi realizzati saranno selezionati dalla direzione della scuola con il corpo docenti, che copre le attività come il teatro, la recitazione, il disegno, oltre alle attività in classe.
  • Impostazione e distribuzione del manuale O&M (operativo e gestionale) per installazioni WASH.
  • Formazione di docenti e studenti sui contenuti del manuale e preparazione degli accordi sui doveri e sulle responsabilità di O&M.
  • Impostazione di un comitato WASH permanente.
  • Revisione finale, aggiornamento e validazione di linee guida SWASH al termine della fase pilota. 

 


 

IMPATTO

Beneficiari diretti: 8.300 alunni, 120 insegnanti delle scuole, 664 membri dei Comitati scolastici, per un totale di 9.084 persone.

Beneficiari indiretti: 8 funzionari del Distretto educativo e altro personale del distretto,  personale MoEVT (Ministero Educazione) e altre parti interessate che frequentano le sessioni del Comitato Nazionale SWASH.

 


 

SOSTENIBILITà

All’interno del progetto, forte enfasi verrà data alle attività di post-costruzione per garantire l'uso corretto e la manutenzione degli impianti previsti. La mobilitazione e la responsabilizzazione del personale scolastico che partecipa alla progettazione, realizzazione e gestione dei servizi garantirà un ambiente favorevole e il successo a lungo termine dei sistemi igienico-sanitari.
Infine, un Comitato permanente WASH verrà istituzionalizzato e si occuperà di supervisionare tutte le attività WASH attuate dal Ministero dell’Educazione attraverso i suoi partner.

 

IL PROGETTO IN SINTESI
Valore complessivo:
359.848 €

Finanziatore principale:

 unicef-logo

 


oltre al progetto


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Stone Town, un patrimonio da salvare

stone town, un patrimonio da salvare

 

icona educazionezanher 1Creazione di opportunità lavorative attraverso la conservazione del patrimonio culturale

 

DOVE

Tanzania, Regione di Zanzibar, città di Stone Town

 

DURATA

Dal 1 febbraio 2014

 

CONTESTO

Il patrimonio culturale è la testimonianza del nostro sviluppo umano e ingegneristico attraverso i secoli. Oggigiorno ci troviamo di fronte alla sfida di mantenere vive le abilità che permettono di conservare e proteggere l’insieme degli edifici storici che compongono la città vecchia di Stone Town, patrimonio dell’umanità.
Grazie al progetto saranno approfondite e diffuse le conoscenze riguardanti le tecniche conservative di restauro, basate su metodologie e materiali tradizionali. Saranno formati gli insegnanti locali e integrati i curricola del Karume Technical College. Inoltre, la creazione di una banca dati migliorerà la gestione degli edifici storici da parte di Stone Town Conservation Development Authority (STCDA) e verrà realizzata una campagna per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di preservare gli edifici storici per le generazioni future.

 


 

OBIETTIVI

  • Favorire lo sviluppo economico attraverso la conservazione e la promozione del patrimonio culturale a Zanzibar.
  • Sviluppare le capacità e le conoscenze necessarie per avvalersi del patrimonio culturale rappresentato dagli edifici storici di Stone Town come strumento di sviluppo economico.

 

ATTIVITà

  • Formazione di trainers locali;
  • Corsi teorici agli studenti del Karume Technical College;
  • Ideazione e validazione di un corso di studi in “Ingegneria e Restauro”;
  • Realizzazione di un laboratorio per le analisi dei materiali (in collaborazione con il Karume Technical College);
  • Creazione di una base di dati degli edifici storici di Stone Town ad uso dell'Autorità per la Conservazione e lo Sviluppo di Stone Town;
  • Corsi brevi e pratici per 400 operai del settore edilizio;
  • Corsi teorici e pratici a guide turistiche, operatori turistici e costruttori edili;
  • Formazione di guide turistiche e realizzazione di percorsi legati al patrimonio storico per turisti e cittadini;
  • Incontri di analisi e discussione con imprenditori, proprietari di edifici, attori pubblici e privati;
  • Diffusione delle linee guida sulle metodologie di restauro e sulla loro corretta conservazione;
  • Promozione nelle scuole a livello di docenti e studenti dell’importanza dello studio e della promozione del patrimonio culturale.

 


 

IMPATTO

Beneficiari diretti

  • 400 lavoratori semi-specializzati;
  • 75 studenti di ingegneria;
  • 25 operatori specializzati;
  • 172 tra operatori edili, turistici, proprietari di edifici di rilevanza storica;   
  • 50 guide turistiche locali;
  • 200 professori di licei e scuole tecniche

Per un totale di circa 922 persone

Beneficiari indiretti

10.000 studenti delle scuole e 5.000 tra stakeholders e autorità locali coinvolte per un totale di circa 15.000 persone.


 

SOSTENIBILITà

La sostenibilità del progetto sarà demandata ad una serie di fattori interconnessi.

  • Elementi tecnici: a livello tecnico il progetto formerà lavoratori edili, studenti e operatori specializzati che otterranno capacità e conoscenze specializzate sulle tecniche di restauro e materiali utilizzati. Inoltre, la realizzazione all’interno del Karume Professional Technical College di un laboratorio di analisi accrescerà la capacità e le conoscenze specifiche sui materiali stessi. Lo sviluppo di una base di dati permetterà il corretto monitoraggio da parte delle autorità pubbliche sulle attività future di restauro. Infine l’istituzionalizzazione di un corso di laurea su Attività di Restauro permetterà la continuità nella trasmissione delle conoscenze acquisite.
  • Aspetti economici: si stima che almeno l’80% degli studenti, degli operatori specializzati, nonché delle guide turistiche coinvolte dal progetto sarà impiegata nel settore culturale a Zanzibar entro la fine del progetto. Questo impatto dovrebbe essere conseguenza dell’incremento della domanda del settore lavorativo da parte degli imprenditori locali e dei proprietari pubblici e privati di edifici storici.
  • Componente sociale: almeno 10.000 studenti delle scuole coinvolte nel progetto e 5.000 attori del settore culturale parteciperanno alle attività di promozione realizzate dal progetto.
  • Fattori politici: Il progetto appoggerà a diversi livelli le autorità pubbliche, rafforzandole a livello istituzionale e dotandole di strumenti che incrementeranno l’efficacia dell’azione condotta a protezione del patrimonio culturale.

 

 

IL PROGETTO IN SINTESI
Valore complessivo:
1.193.806 €

Finanziatore principale:

ue Commissione Europea

 

Partner:

  • Zanzibar Stone Town Heritage Society (ZSTHS)

 

Altri enti coinvolti:
Stone Town Conservation and Development Authority (STCDA)

 

 

 

 

oltre al progetto


>>> ACRA è sponsor dello Zanzibar International Film Festival (9-17 luglio 2016)

>>> Guarda il video girato da DW Germany


 

Guarda il video "I'm Walking"

dedicato ai percorsi turistici a Stone Town

 

 

 


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Programma Energia - seconda fase

Programma energia - seconda fase

 

icona ambiente tanrel 1Energia Idroelettrica per 20 Villaggi Rurali Isolati del Distretto di Ludewa – Tanzania

 

DOVE

Tanzania, Regione di Njombe, Distretto di Ludewa, Lugarawa

 

DURATA

Dal 1 settembre 2014 al 31 agosto 2018

 

 

CONTESTO

ACRA e NDO (Njombe Development Office) hanno lavorato per 7 anni nel distretto di Ludewa per la realizzazione di un programma di energia idroelettrica in Mawengi Ward. Un impianto mini-idroelettrico di 300 kW è stato costruito e fornisce energia a 20.000 abitanti di 7 villaggi. L'esperienza di Mawengi, l'impatto positivo della fornitura di energia sul benessere della popolazione e sullo sviluppo economico locale, hanno portato ACRA e i suoi partner a formulare un altro progetto nel distretto Ludewa. Nel 2010 è stato condotto dal partner Studio Frosio uno studio preliminare sul nuovo progetto idroelettrico a Lugarawa sullo sfruttamento della cascata presente. I risultati di tale analisi hanno confermato la fattibilità del progetto che porterà alla costruzione di una centrale idroelettrica da 1,7 MW sul fiume Madope dando accesso a moderni servizi di energia rinnovabile agli oltre 51.000 abitanti di 20 villaggi rurali.

 


 

OBIETTIVI

  • Dare accesso  a moderni servizi di energia rinnovabile a costi sostenibili e migliorare le condizioni socio-economiche e ambientali della popolazione rurale povera di 20 villaggi del distretto di Ludewa.

 

ATTIVITà

  • Disegno dettagliato dell’impianto di produzione e della rete di distribuzione; rafforzamento e ampliamento dello sbarramento e della derivazione esistente; costruzione di un bacino di 5000 m3 e di una condotta forzata lunga 1300 metri; costruzione di una nuova centrale elettrica con una potenza di 1,7 MW e ammodernamento della piccola centrale già esistente; posa di una linea elettrica MT (33 kV) lunga 137 km e di una linea elettrica BT lunga 162 km; installazione di 4.400 connessioni.
  • Posa di una linea di alta tensione (33 kV) lunga 32 km per connettersialla rete nazionale; firma con Tanesco di un SPPA (Standard Power Purchase Agreement); coinvolgimento dei comitati di villaggio; creazione della Utility e formazione del suo staff; installazione di contatori funzionanti con tessera prepagata.
  • Campagne di sensibilizzazione per la riforestazione e la protezione del bacino imbrifero del Madope; definizione e gestione di un piano per la gestione del bacino; seminari e corsi di formazione sui metodi di coltivazione che limitano le erosioni.
  • Ricerche dimercato; preparazione di business plan partecipati per la piccole imprese locali; formazione tecnica per le piccole e medie imprese con lo scopo di adottare mezzi di produzione elettrici; sostegno finanziario a progetti pilota selezionati.

 


 

IMPATTO

Beneficiari diretti

Sono beneficiari del progetto i 51.000 abitanti che vivono nei 20 villaggi coinvolti e che comprendono:

  • 43 scuole, primarie e secondari con un totale di circa 16.000 alunni
  • 19 dispensari sanitari
  • 1 Ospedale con 150 letti
  • 232 negozi e laboratori
  • 118 mulini

Indirettamente riceverà benefici tutta la popolazione del Distretto di Ludewa per un totale di 146.000 persone.

 


IL PROGETTO IN SINTESI
Valore complessivo:
7.568.677 €

Finanziatore principale:

ue Commissione Europea

 

Altri finanziatori:

 

Partner:

  • Njombe Development Office
  • Studio Frosio

 

 

 

oltre al progetto


>>> Ludewa, al via il programma "Energia per Lugarawa"

>>> Scopri l'impresa sociale Lumama

 

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